Pierattilio Lupi Ortopedico e Traumatologo a Cremona
Pierattilio Lupi Ortopedico e Traumatologo a Cremona 

COXARTROSI

L'artrosi è una malattia  di tipo degenerativo con interessamento primitivo della cartilagine articolare e con modificazioni secondarie di tutti i restanti componenti articolari. L'artrosi rappresenta da sola il 50% di tutte le malattie reumatiche. Il sesso femminile è più colpito rispetto al sesso maschile. L'artrosi può essere classificata come "primaria" quando non possiamo riconoscere dei fattori di causa; mentre definiremo l'artrosi come "secondaria" quando siamo in grado di riconoscere dei fattori causali ben precisi quali: diabete, artrite reumatoide, gotta, condrocalcinosi, fratture, displasia congenita d'anca, obesità. L'esordio della malattia è subdolo tanto che il paziente difficilmente si rivolge al medico in fase precoce. Con il progredire della malattia le alterazioni degenerative delle superfici articolari determinano la comparsa di dolore e una progressiva limitazione dell'ampiezza dei movimenti.

Il dolore è presente sia alla palpazione sia ai movimenti attivi e passivi ed è aumentato dal movimento e dal carico prolungato, mentre tende a ridursi con il riposo. Nelle fasi avanzate della malattia il dolore può persistere anche a riposo. La gravità del quadro radiografico non è sempre rapportabile allo stadio clinico della malattia: i segni radiografici possono precedere i sintomi o viceversa.

 

COXARTROSI PRIMARIA

COXARTROSI SECONDARIA

Nel caso di artrosi dell'anca o coxartrosi il dolore è inizialmente di tipo nevralgico irradiato in regione antero-mediale della coscia fino al ginocchio, successivamente si manifesta in regione inguinale. La sintomatologia dolorosa insorge ai primi passi e dopo carico prolungato, successivamente diviene più e costante. Nelle fasi più avanzate si ha ipotrofia muscolare dei glutei e del quadricipite. Con l'andare del tempo ed il progressivo consumo della cartilagine articolare si puo' osservare un accorciamento dell'arto interessato.

La mobilità viene compromessa velocemente; nelle fasi precoci di malattia viene limitata l'intrarotazione e quindi l'estensione, abduzione, adduzione e infine la flessione. Il trattamento deve essere rivolto sia a migliorare le condizioni che favoriscono l'instaurarsi della malattia come ad esempio l'eccesso ponderale e quindi vanno intraprese una dieta ed

un'attività fisica adeguata. Parallelamente va iniziata una terapia a base di farmaci antinfiammatori e, se necessario, antidolorifici. Molto utile è anche una terapia fisica (elettroterapia, ultrasuoni) e una chinesiterapia che è fondamentale e consiste nella mobilizzazione attiva e passiva dell'articolazione interessata dall'artrosi allo scopo di ripristinare e/o mantenere la normale mobilità articolare e di impedire l'ipotrofia muscolare che necessariamente consegue all'immobilità.

Quando la sintomatologia dolorosa diviene tale da limitare notevolmente l'autonomia deambulatoria del paziente deve essere presa in considerazione la possibilità di un intervento chirurgico di sostituzione protesica dell'articolazione dell'anca che ha lo scopo di ridare il movimento articolare in assenza di dolore.

 

Esistono svariati modelli di protesi articolari che soddisfano attualmente i bisogni di tutti i pazienti in relazione alla migliorata performance dei materiali e in merito alle diverse morfologie anatomiche. Ecco alcuni esempi:

I materiali utilizzati sono sostanzialmente anallergici ( Titanio, Ceramica, Polietilene).

Gli accoppiamenti più utilizzati sono quelli che prevedono utilizzo di Cermica-Polietilene o Ceramica-Ceramica.

Con i materiali attualmente disponibili e nelle condizioni ottimali la protesi ha un'aspettativa di vita almeno di 15-20 aa.

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